VARANASI BLUES

Sono partito da quel lato del mondo in cui adesso è ancora notte. 

Sono partito lasciando cose sparpagliate sul comodino.

Sono partito con un ritmo nella testa.

Quattro quarti.

 

Atterro, ascolto, mi guardo intorno e inciampo, fuori luogo, fuori tempo.

Cado a metà strada tra il Gange e un’altra vita.

 

La tentazione, per rimanere in piedi, è di usare la logica. 

È solo un’inutile distrazione dei sensi, provo a entrare nel ritmo, ma l’acqua del fiume non si può fermare.

 

Provo e riprovo ancora: un…due…tre…quattro…  un…due…tre…quattro…

 

Guardo, scruto, non riconosco, cerco assenza di tempo, lunghi respiri, lunghi movimenti per accordarmi con tutto, ma tutto è inutile.

Sul muro di una città lontana da qui, dove mi mancava ogni cosa, ho letto, in una lingua per me incomprensibile: “Gli occhi dei poveri portano il peso del mondo.” 

CAZZATE da libro per illuminati.

 

Quattro quarti e conto di nuovo: un…due…tre…quattro…  un…due…tre…quattro…

 

Sono ancora fuori tempo, smetto di contare, smetto di voler vedere, smetto di capire e mi lascio guardare.

Mi accorgo che ho ancora cose sparpagliate sul comodino, ancora non mi sono svegliato.

Domani appenderò sopra il letto, la fotografia della mia vita precedente che  adesso galleggia abbandonata nell’acqua del Gange.

 

 

  • Nero Facebook Icon
  • Black Icon Instagram

​© 2023 by STREET LIFE. Proudly created with Wix.com